La mia filosofia

Più che una dieta, a me piace identificare il programma come un nuovo stile di vita, più salutare.

 

Un nuovo stile di vita utile a molte persone in base ai seguenti obiettivi:

  •  perdita di peso
  • trovare un buon equilibrio cibo-mente
  • agevolare le terapie farmacologiche in vari tipi di patologie tra cui diabete, ipertensione, patologie gastriche, intestinali, renali, ecc.
  • valutazione dei parametri ematochimici correlati all'alimentazione
  • sostegno e consigli per strategie alimentari utili a praticare un'attività fisica regolare e intensa, sia a livello amatoriale che agonistico
  • dare un indirizzo sano all'alimentazione di tutta la famiglia
  • migliorare la abitudini alimentari in bambini e adolescenti

 

L'alimentazione è considerata da molti studi come uno degli elementi determinanti per la prevenzione di svariati tipi di patologie, da quelle più banali da raffreddamento, a quelle cardio-circolatorie, neurodegenerative e oncologiche. L'alimentazione gioca un ruolo importante nel benessere generale della persona e soprattutto è modificabile, a differenza dell'assetto genetico ereditario.

 

Per queste ragioni credo che, soprattutto nel XXI secolo, sia necessario porre attenzione alla nostra alimentazione e anche alla provenienza dei cibi che consumiamo giornalmente. Basti solo pensare che l'uomo ingerisce dalle 3 alle 5 volte al giorno delle sostanze che principalmente servono da nutrimento, ma che al loro interno contengono una miriade di altre molecole che vanno ad interagire con il nostro corpo. Ancora non si può dire a che livello possano interagire, ma quel che è certo è che il nostro modo di mangiare è molto cambiato negli ultimi mille anni e ancor di più negli ultimi decenni e l'insorgenza di molti disturbi e patologie è andata aumentando sempre più, così come la prevalenza di sovrappeso e obesità tra la popolazione: condizioni, queste, non così comuni decine o centinaia di anni fa.

 

Il cibo è un piacere e come tale non può essere “prescritto” senza tener conto delle implicazioni sociali e psicologiche che comporta. Da un lato bisogna imparare a conoscere gli alimenti che possiamo utilizzare e classificarli nei principali gruppi, per impostare una dieta ben equilibrata; dall'altro bisognerà tener conto delle condizioni psicologiche in cui ci si trova e dei risvolti che il cambiamento di stile alimentare avrà sulle nostre emozioni. Cambiare implica uno sforzo iniziale che sarà ricompensato con una migliore condizione fisica e mentale futura. Per far questo non servono diete aggressive e sconsiderate, ma tempo e costanza.