Perché non perdo peso?

Tante persone hanno difficoltà a perdere peso. C'è chi cala di qualche chilo, ma poi lo riacquista, chi invece resta stabile sullo stesso peso indipendentemente da ciò che mangia.

E' una condizione che crea stress, ansia e insoddisfazione. E si crea un circolo vizioso negativo, dove lo stato depressivo o ansiogeno causa un effetto negativo sul metabolismo e si rischia di mangiare di più o cibi più calorici per compensare lo stato emotivo.

Il rischio di cadere dentro a questo circolo vizioso è alto, soprattutto se la perdita di peso diventa l'obiettivo principale della propria vita. Vi dò qualche indizio per capire se siete in questa condizione:

  1. pesarsi tutti i giorni (o anche più volte al giorno)
  2. guardarsi allo specchio sovente e provare insoddisfazione profonda
  3. pensare che perdendo chili si troverebbe la felicità
  4. porre un'attenzione spropositata alla scelta dei cibi
  5. restringere molto le porzioni (fino anche a saltare i pasti)

Questi sono solo alcuni degli aspetti che si possono verificare, potrebbero essercene altri, a seconda del soggetto.

L'aspetto emotivo è strettamente legato alla nostra forma fisica e una condizione di stress, sia in ambito lavorativo che famigliare, oppure una condizione di insoddisfazione personale, portano a bloccare la perdita di peso (se non addirittura a far aumentare di peso!).

Affrontare in questa condizione un piano alimentare controllato come può essere una dieta restrittiva, non farà che peggiorare le cose. Lo stress aumenta, non si vedranno risultati, si proverà insoddisfazione e ci sarà anche la possibilità che questo porti a scegliere cibi più calorici, soddisfacenti.

I consiglio che vi dò per affrontare questo problema sono:

  1. non iniziare una dieta drastica
  2. chiedere supporto ad una persona amica o ad un esperto (psicologo) 
  3. valutare un piano alimentare personalizzato per la situazione che si sta vivendo

Vi riporto degli esempi di frasi tipo.

 

"Vivo di privazioni, mi sento sempre a dieta, ma non perdo un etto!"

 

Non è salutare fare una dieta drastica o privarsi di tutto per poi vivere male e con stress. Lo stress non fa perdere peso. Bisogna cercare inizialmente di rilassarsi e non dare alla perdita di peso la priorità nella propria vita. Per fare ciò si può chiedere aiuto o ad un famigliare/amico che capisca e sostenga oppure, se la situazione non si risolve, chiedere consiglio ad un professionista psicologo.

Parallelamente a questo si può iniziare ad impostare un piano alimentare equilibrato, che non causi ulteriore stress alla mente, ma permetta al corpo, un po' per volta, di ottenere quella perdita di peso auspicata.

 

"Ho tolto completamente i carboidrati dalla mia alimentazione, ma il peso non cala!"

 

Non sempre è utile eliminare completamente i carboidrati, o almeno, non per tutte le persone. Ognuno ha le proprie caratteristiche. E non si deve dimenticare che eliminare i carboidrati vuol dire seguire un'alimentazione proteica, inevitabilmente... Andando ad utilizzare solo alimenti proteici significa anche aumentare il consumo di grassi. Tutti i cibi proteici ne contengono: la carne, sia bianca che rossa, il pesce (soprattutto pesci grassi, molluschi, crostacei, ecc.), il formaggio (soprattutto quello stagionato), le uova. Per approfondire questo argomento leggi qua.

Una strategia migliore è quella di limitare i farinacei, soprattutto gli alimenti composti da farina bianca (tipo 0 o 00), pasta, pane, pizza, prodotti da forno in genere, torte, biscotti, dolci in generale.

 

"Sto facendo la dieta, ma non calo di un etto!"

 

Talvolta la nostra mente pensa di seguire una dieta o fare gli abbinamenti giusti, ma non è così. Per rendersi conto se gli abbinamenti fatti sono corretti è utile scrivere un diario alimentare e poi consultarsi con un nutrizionista, per valutare se l'impostazione dei pasti è corretta o per apportare dei cambiamenti. 

Spesso capita che restringere troppo le porzioni e mantenere il senso di fame durante tutta la giornata sia controproducente, e contribuisca a rallentare ancora di più il metabolismo.

Un aiuto importante in questo caso è quello di iniziare un'attività fisica, da praticare con costanza nella settimana, sia aerobica che di tonificazione.

 

In conclusione, il modo migliore per perdere peso e soprattutto mantenerlo, è quello di voler cambiare. Se la propria forma fisica non piace, un motivo c'è e se ci si riflette bene, si riesce anche a capire da soli il perché. La svolta consiste nel voler cambiare qualcosa: il modo di pensare, gli orari lavorativi, il modo di fare la spesa o di cucinare, ecc. La volontà del cambiamento sarà la molla che farà ottenere quel calo di peso che si desidera.

 

Non c'è una soluzione o un consiglio che valga per tutti, siamo tutti diversi, non si può generalizzare, ma è possibile trovare la via giusta da praticare cercando di essere sinceri con sé stessi (senza cercare alibi esterni), provando a cambiare in meglio le proprie abitudini quotidiane (non solo quelle alimentari, ma anche gli orari e i ritmi di vita), non pretendendo troppo dal proprio corpo e dandosi degli obiettivi raggiungibili.

Iniziare una pratica yoga oppure un allenamento quotidiano può servire come stimolo a cambiare le proprie abitudini e a facilitare la perdita di peso.

 

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Cambio di stile di vita in tempi di coronavirus

Stiamo vivendo un periodo molto particolare. La pandemia di coronavirus ha cambiato profondamente le nostre vite. Mi rivolgo a chi ha dovuto sospendere la propria attività e rimanere forzatamente a casa. 

L'argomento di cui volevo trattare in questo momento è proprio il cambio dello stile di vita che la maggior parte delle persone sta vivendo. Parlo in special modo per chi, in salute ovviamente, è costretto a stare in casa e ha dovuto ridurre se non azzerare completamente le sue attività sia lavorative che sportive. Ci sono tante categorie in questo momento che sono ferme a causa del coronavirus: gli studenti innanzitutto, di tutte le età, dall'asilo alla formazione universitaria, i tirocintanti o stagisti, tutti i lavoratori autonomi (quindi i titolari e dipendenti di negozi che non forniscono beni di prima necessità...) e molti altri. Tutto d'un tratto si son trovati con molto tempo libero (o molto tempo da dedicare ai figli piccoli) e la vita è completamente cambiata.

Mettendo da parte il primo momento di sconforto, che è normale provare di fronte ad un cambio così improvviso, proviamo a sfruttare a nostro vantaggio questa situazione. Quando mai ricapiterà di stare a casa 1 o 2 mesi consecutivi? (Non pensiamo al fatto che non si possa uscir di casa se non per una necessità primaria...)

 

La prima considerazione da fare è valutare gli orari. Non avendo l'impegno del lavoro o della scuola, si tende a dormire di più al mattino e ad andare a letto più tardi alla sera, a molti succede, ma può essere controproducente per il nostro organismo. Il nostro corpo vive secondo dei ritmi, detti circadiani, che sono regolati dall'alternanza luce-buio, e quindi ne risenta anche la produzione di melatonina ed altri ormoni.

Se si sta svegli fino a tardi a guardare televisione o smartphone è possibile che non si produca un livello sufficiente di melatonina, non si riesca a prender sonno e non si dorma bene.

Per chi ha alterato il ritmo sonno/veglia, le ripercussioni si vedranno anche dal punto di vista del peso. Chi si sveglia più tardi tende a non fare  colazione (ed è un errore), a mangiare porzioni più abbondanti a cena e a fare spuntini notturni (snack di vario genere). Questi orari sbagliati, protratti nel tempo, possono portare ad una alterazione dei livelli ormonali, tendenzialmente ad un aumento dell'insulina e della glicemia in circolo e ad un aumento dei grassi, quindi ad un aumentato rischio di obesità e diabete, nonché a disturbi del sonno e all'aumento della pressione sanguigna (come riportato in questa ricerca).

 

Una seconda considerazione da fare è quella riguardante l'idratazione del corpo, quindi valutare quanta acqua si beve durante la giornata. Stando a casa c'è anche la possibilità di prepararsi thè o tisane, preferibilmente non zuccherate. Si possono scegliere, visto il periodo primaverile, delle tisane depurative o drenanti, a base di tarassaco, carciofo, cardo mariano, curcuma, zenzero, finocchio, ecc.

Attenzione però alle bevande zuccherate (bibite, succhi di frutta, thè freddi, ecc.) e agli alcolici, sono tutte bevande che alzano la glicemia e l'insulina in circolo, quindi in ultima battuta aumentano i grassi.

 

La terza considerazione riguarda l'organizzazione della spesa e dei pasti. E' molto importante fare attenzione alla qualità e alla quantità del cibo consumato in questo momento di clausura casalinga.

Ciò che si compra poi si consuma....e lo stare tante ore in casa può trarre in tentazione...

Vale sempre il consiglio di andare a far spesa in un momento in cui non si ha fame (quindi nella prima parte della mattina oppure nel primo pomeriggio). E' bene fare un elenco delle cose che servono in casa e cercare di attenersi. Ricordiamoci sempre che i supermercati della grande distribuzione organizzano alcuni prodotti in modo che siano il più visibile possibile alla clientela, quindi è facile mettere nel carrello qualcosa che non era segnato nella lista e che con grande probabilità non è utile.

Ecco dei consigli pratici su come organizzare la giornata in casa:

  • mettere una sveglia tra le 7 e le 8,30
  • fare una pratica yoga (vedi qua) oppure stretching per il risveglio muscolare di almeno 30min (o più)
  • bere acqua o thè verde o tisana prima della colazione
  • fare una colazione leggera, vi lascio qualche esempio:
    • frutta fresca, yogurt magro o di soia e cereali in fiocchi o soffiati
    • frutta fresca, fette biscottate o pane (meglio integrale) e poca marmellata
    • spremuta o frullato, pochi biscotti semplici (possibilmente non con cioccolato)
    • ciotola di frutta fresca con semi, frutta secca e fiocchi d'avena.
  • fare un pranzo semplice e leggero, qualche esempio:
    • un cereale integrale (riso, farro, orzo, miglio, quinoa, grano saraceno, ecc.) con delle verdure cotte
    • una pasta integrale o di altro cereale (tipo di farro o segale) con verdure cotte
    • un'insalatona di verdure miste, sia crude che cotte, con un alimento proteico a scelta (uovo, pesce, formaggio fresco, carne) accompagnata da qualche galletta o cracker o poco pane integrale.
    • piatto di cereali e legumi accompagnato da verdure cotte
  • bere acqua o tisane durante la giornata, in modo da raggiungere almeno 1,5L
  • nel pomeriggio fare attività fisica (potrebbe essere cyclette, tapis roulant, esercizi a corpo libero, yoga, ecc.) almeno 1 ora, se possibile all'aperto
  • se serve spezzare il pomeriggio, usare della frutta fresca, limitare merende dolci ricche o aperitivi salati
  • fare una cena leggera, facendo attenzione agli abbinamenti, rispetto a ciò che si è scelto per il pranzo. Qualche esempio:
    • un secondo di pesce o carne, meglio se cucinato in umido o ai ferri o al forno sempre accompagnato da un contorno di verdure
    • uova sode o in frittata (senza unire formaggi, affettati o affini) con verdure di contorno
    • un formaggio fresco con un'insalata di verdure cotte
    • un piatto di legumi, fatti in insalata o in padella oppure in zuppa
    • preparazioni a base di legumi, come ad esempio burger o polpette o hummus di ceci
  • concludere la cena con una tisana o orzo solubile, cercando di evitare il più possibile dolci o snack notturni
  • si potrebbe fare anche una pratica di yoga o stretching serale, che rilassi e favorisca il riposo

Stando a casa si ha più tempo per cucinare, quindi in questo periodo sarebbe meglio evitare o limitare il più possibile cibi pronti, pre-confezionati, in scatola o preparati disidratati. Meglio utilizzare verdure fresche di stagione (da preparare in insalata oppure cucinate in padella o al vapore), cereali che in altri momenti non si avrebbe avuto tempo di preparare (puoi approfondire qua), provare a cimentarsi in qualche ricetta o preparazione di legumi, partendo anche da secco, e cercare di variare il più possibile il menu settimanale.

 

Ultima considerazione, nonostante le restrizioni di questo periodo, è necessario stare all'aria aperta il più possibile, sfruttando le belle giornate di sole primaverile, per ossigenare il cervello, abbassare il livello di ansia e stress, ricaricare le riserve di vitamina D e rinforzare le difese immunitarie. E' sufficiente un balcone, un giardino o una breve passeggiata nei pressi della propria abitazione. L'esposizione alla luce solare è valida anche attraverso le finestre di casa, quindi anche stando in casa, prendete un libro e posizionate una poltrona vicino ad una finestra, con le tende aperte.

 

 

 

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Svezzamento secondo natura

Quando iniziare

Sia la mamma che il bambino devono essere pronti a questo passaggio, che dev’essere graduale, non forzato dalle condizioni esterne (lavoro, comodità, ecc.). Non bisogna avere fretta, il processo sarà lento, si può protrarre fino all’anno di età e oltre, se necessario.

Di solito si valuta il bambino, se inizia a mostrare curiosità per il cibo, se inizia a coordinare il movimento delle mani alla bocca, se inizia a star seduto e sostenere bene la schiena e se inizia a prendere il cucchiaino correttamente deglutendo. Anche la comparse dei primi dentini può essere un segno che il neonato si prepari per altri cibi, diversi dal latte.

E’ bene che i primi assaggi siano liquidi, della consistenza del latte materno, per poi gradualmente cambiare e diventare più densi. 

 

 

Gli alimenti da scegliere

Dovrebbero essere il più naturale possibile, quindi meglio se da agricoltura biologica o del contadino, senza trattamenti di pesticidi o altre sostanze chimiche che possano accumularsi nell’organismo del bambino. 

Meglio poi preferire verdure/frutta di stagione, ben lavate, cotte o crude.

 

Carboidrati - cereali

Sono la parte di carboidrati necessari per lo sviluppo e la crescita del neonato, contengono gli zuccheri che vengono assunti dal lattante sotto forma di lattosio prima e sottoforma di cereali, farine, pasta, durante lo svezzamento.

I carboidrati sono indispensabili per la crescita e anche per la vita adulta, sono la nostra fonte principale di energia.

I cereali sono: riso, miglio, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto, farro, orzo, kamut, grano/frumento (quindi pasta, cous-cous, bulgur, ecc.), avena, segale, sorgo.

Questi cereali possono essere cotti in chicco e poi passati col passaverdure o con robot da cucina, oppure utilizzati in forma di farina o di fiocchi soffiati.

Fino ai 18 mesi è preferibile utilizzare cereali di tipo raffinato o perlato, per non fornire un eccesso di fibre non facilmente gestibili dall’intestino del neonato.

 

Proteine

Per i neonati è necessario porre molta attenzione all'introito proteico, perché un eccesso di proteine (la condizione che si verifica con maggior frequenza) può affaticare notevolmente i reni, provoca una condizione di acidità metabolica ed è predisponente per numerose patologie.

Le proteine del latte vaccino e del glutine in particolare sono state relazionate ad un aumento dell'insorgenza di diabete, asma, celiachia e obesità.

 

Il latte vaccino non è consigliato per i neonati, così come i suoi derivati: formaggi freschi o stagionati (dalla ricotta al parmigiano), yogurt, burro, panna, ecc.

Le proteine del latte vaccino possono essere molto dannose per l'intestino del neonato, causano irritazione della mucosa intestinale, possono promuovere piccole emorragie e sensibilizzare il sistema immunitario (causando intolleranza).

Il latte vaccino o di capra e relativi derivati (formaggi, yogurt, ecc.), possono essere introdotti (se la famiglia è abituata a consumarli) solo dopo l'anno di età del bambino. Per i formaggi stagionati (tra cui troviamo il parmigiano) è preferibile l'utilizzo saltuario, anche perchè sono molto ricchi di sale.

 

La proteina del frumento (glutine) è un'altra proteina problematica per l'intestino dei neonati (e anche per gli molti adulti...). Sarebbe bene aspettare ad introdurla nell'alimentazione neonatale, attendendo almeno i 12 mesi. Si può poi introdurre gradualmente il glutine, ma sotto forma di cereali (che ne contengono in misura minore), come ad esempio farro, orzo, avena e poi successivamente la pasta, evitando poi di proporla tutti i giorni.

 

Le proteine da preferire fino all’anno di età sono quelle dei legumi: lenticchie decorticate e piselli spezzati, in alternativa anche i fagioli rossi azuki passati e il tofu di soia.

Solo successivamente si possono introdurre altri legumi: ceci, lenticchie, fagioli, fave, sempre meglio decorticati o spezzati, meglio in forma di passato (escludendo sempre la fibra esterna del legume).

Come quantità, dicevamo, non dev’essere eccessiva, quindi indicativamente si può pensare di avere un piatto completo con 1 parte di legume e 4 di cereali.

 

Tutti gli altri cibi proteici (carne, pesce, formaggi, uova) si possono poi introdurre dopo l’anno di età del bambino, se la famiglia è abituata a consumarli. 

Le indicazioni a questo punto sono quelle dell’adulto: 

  • carne rossa (bovino, maiale) - saltuariamente
  • carne bianca – 1-2 volte/settimana
  • pesce a filetto - 1-2 volte/settimana
  • uovo – 1-2 volta/settimana
  • formaggi – preferire quelli freschi - 1-2 volte/settimana
  • carne rossa (bovino, maiale) - saltuariamente
  • formaggi stagionati - saltuariamente

 

Grassi di condimento/frutta secca e semi oleaginosi

 

E' bene preferire condimenti di qualità, come olio extravergine d'oliva spremuto a freddo e biologico.

Sono molto validi come integratori di omega 3 l'olio di semi di lino e l'olio di canapa.

Si possono anche utilizzare in aggiunta alle pappe le creme di frutta secca/semi oleosi (sesamo, lino, mandorle, semi di girasole o zucca). Tutta la frutta secca o i semi possono essere tritati sul momento e aggiunti alle pappe come fonte di acidi grassi poliinsaturi e proteine.

 

Erbe aromatiche/spezie

Si possono introdurre gradualmente nella preparazione delle pappe e sono un’ottima fonte di minerali (origano, basilico, prezzemolo, timo, erba cipollina, alloro, salvia, ecc.)

Per quanto riguarda le spezie, è bene aspettare i 18 mesi del bambino, mai usare spezie piccanti, e si possono introdurre in piccole quantità, se la famiglia è abituata ad utilizzarle.

 

Latti vegetali

Possono essere utilizzati per la preparazione di creme/frullati/purè, ma non devono essere presi come un sostituto del latte materno o di quello in formula. Meglio scegliere quelli non zuccherati. In commercio si trovano di vari tipi: da riso, quinoa, miglio, mandorla, nocciola, soia, farro, avena, cocco, ecc.

 

 

COME INIZIARE

 

Si può iniziare a svezzare (o slattare) il neonato a partire dal sesto mese di vita, ma può variare a seconda del bambino. Bisognerebbe iniziare gradualmente, senza fretta, introducendo un alimento per volta e attendendo qualche giorno per vedere se ci sono delle reazioni avverse/allergiche.

 

PRIMO PASSO:

All'inizio si introducono solo brodi di verdure, iniziare con le seguenti:

  • carote, zucca, zucchina, finocchio, porro, cipolline, fagiolini.

A seguire tutte le altre verdure, se di stagione, vanno bene.

Devono essere preparate sotto forma di brodo, filtrato, senza fibre. E' bene alternarle e unirne poi 2 o 3 per preparare le pappe.

EVITARE INIZIALMENTE: pomodori, melanzane, peperoni, funghi e spinaci. Queste verdure possono essere introdotte dopo i 12-18 mesi di età del bambino.

 

 

SECONDO PASSO:

Se i brodi di verdure sono stati ben tollerati, si procede introducendo i cereali (senza glutine e raffinati):

  • riso, mais, miglio o farine (senza glutine) oppure tapioca
  • successivamente: grano saraceno, amaranto, teff, sorgo, quinoa
  • grano/frumento sotto forma di pane/pasta/prodotti da forno in genere – dopo l’anno di età

Tutti i cereali in chicco vanno cotti molto bene e poi successivamente passati. 

Mai utilizzare cereali integrali per i neonati e per i primi 18 mesi del bambino.

Le pappe ora saranno formate dai brodi vegetali e da un cereale.

 

TERZO PASSO:

Aggiungere il condimento di olio extravergine di oliva o olio di lino/canapa.

 

QUARTO PASSO:

Si possono utilizzare le verdure in forma di passato (non solo come brodo) e aggiungere un cereale passato.

 

QUINTO PASSO:

Alla pappa base di verdure e cereali si possono introdurre i legumi in forma di legumi decorticati oppure i semi o frutta secca:

  • lenticchie decorticate o piselli spezzati
  • fagioli azuki passati
  • crema di sesamo (tahin) o crema di mandorle
  • semi tritati freschi (lino, sesamo, zucca, girasole)

Introdurne sempre uno per volta, aggiungendolo alla pappa base, per poter valutare eventuali intolleranze da parte del bambino. Se ben tollerati, si può procedere con gli altri tipi di legumi/frutta secca/semi.

 

SESTO PASSO:

Introdurre la frutta fresca (solo come spuntino e mai dopo i pasti principali).

E' meglio che sia grattugiata o men matura e frullata o cotta, di stagione e biologica.

Si può iniziare con la pera, la mela, la prugna, il melone, il cocomero, le susine (se di stagione).

Fare attenzione alla frutta estiva e a quella possibilmente allergizzante (come fragole, pesche, albicocche, kiwi), soprattutto se il bambino ha già manifestato segni di intolleranze per verdure o pappe precedenti, piuttosto ritardarne l’introduzione dopo l'anno di età. 

Aspettare anche i 18 mesi per la frutta esotica (avocado, papaya, ecc.)

 

COSE DA EVITARE

  • utilizzare sale nei preparati (OPPURE dadi sia vegetali che di carne, granulari, insaporitori o spezie con sapore molto intenso dall’inizio dello svezzamento)
  • utilizzare zucchero/miele per addolcire frutta/bevande
  • utilizzare biscotti/torte/dolci in genere dall’inizio dello svezzamento e poi troppo frequentemente durante i primi anni di vita del bambino. Alterano il gusto del bambino che andrà a ricercare sempre cibi più zuccherati.
  • Utilizzare prodotti confezionati/conservati d’abitudine (es. passati/minestre già pronte, affettati/insaccati, pesce in scatola, cibi in scatola, cibi impanati, precotti o già conditi, anche surgelati). Anche questi cibi alterano il gusto del bambino, che tenderà poi a ricercare sempre cibi più conditi e saporiti.

Il gusto del dolce e del salato va educato, quindi è bene non esagerare nella quantità di questi ingredienti, affinchè il bambino possa apprezzare i gusti degli alimenti semplici (frutta fresca, verdure fresche, cereali e legumi non salati).

 

IMPORTANTE:

Non dobbiamo applicare il nostro metro di giudizio per preparare il pasto ad un neonato. Le loro papille gustative sono vergini, non hanno mai assaggiato piatti elaborati, quindi sono molto più sensibili ai gusti semplici. Mai salare o dolcificare un piatto o una bevanda solo perchè così lo si invoglia a mangiare o perché a noi adulti sembra che non abbia gusto. I nostri gusti sono dettati dal fatto che abbiamo già assaggiato molti cibi diversi e dipende dalla nostra abitudine (ognuno ha la propria concezione di gusto salato o dolce).

 

 

 

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Grassi e colesterolo negli alimenti

Vi riporto una tabella estratta dalla banca dati IEO (Istituto Oncologico Europeo), che mette in confronto i cibi proteici con la quantità di grassi e colesterolo in essi contenuti. Gli alimenti sono elencati in base alla quantità di proteine, in ordine decrescente (come si può vedere nella colonna più a destra). Le proteine sono indicate in grammi su 100g di alimento.

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Alimenti proteici e loro utilizzo

La cucina tradizionale tende ad utilizzare molto frequentemente gli alimenti proteici, associandoli tra loro. Il risultato, sia dal punto di vista culinario che di gusto, può essere invitante, però non è così tanto indicato né per la salute e né per la silhouette.

Cosa intendo dire: gli alimenti proteici, soprattutto se associati tra loro, tendono ad essere più calorici e ricchi di grassi, specialmente saturi, e di colesterolo (che sono anche i grassi più pericolosi per il nostro sistema cardio-circolatorio).

Una tabella riassuntiva la potete trovare qua.

 

 

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Cereali da scoprire

Lo stare a casa in periodo di coronavirus potrebbe non avere solo aspetti negativi. Vero che non si può andare a cena nel ristorante preferito, ma si possono scoprire piatti e cibi nuovi e gustosi e provare allegramente nuove ricette, da soli o in famiglia.

La prima idea che vi propongo è quella di scoprire i cereali, perché si utilizzano poco, e anche chi li conosce potrebbe scoprirne di nuovi o nuovi modi di cucinarli.

  

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