Svezzamento secondo natura

Quando iniziare

Sia la mamma che il bambino devono essere pronti a questo passaggio, che dev’essere graduale, non forzato dalle condizioni esterne (lavoro, comodità, ecc.). Non bisogna avere fretta, il processo sarà lento, si può protrarre fino all’anno di età e oltre, se necessario.

Di solito si valuta il bambino, se inizia a mostrare curiosità per il cibo, se inizia a coordinare il movimento delle mani alla bocca, se inizia a star seduto e sostenere bene la schiena e se inizia a prendere il cucchiaino correttamente deglutendo. Anche la comparse dei primi dentini può essere un segno che il neonato si prepari per altri cibi, diversi dal latte.

E’ bene che i primi assaggi siano liquidi, della consistenza del latte materno, per poi gradualmente cambiare e diventare più densi. 

 

 

Gli alimenti da scegliere

Dovrebbero essere il più naturale possibile, quindi meglio se da agricoltura biologica o del contadino, senza trattamenti di pesticidi o altre sostanze chimiche che possano accumularsi nell’organismo del bambino. 

Meglio poi preferire verdure/frutta di stagione, ben lavate, cotte o crude.

 

Carboidrati - cereali

Sono la parte di carboidrati necessari per lo sviluppo e la crescita del neonato, contengono gli zuccheri che vengono assunti dal lattante sotto forma di lattosio prima e sottoforma di cereali, farine, pasta, durante lo svezzamento.

I carboidrati sono indispensabili per la crescita e anche per la vita adulta, sono la nostra fonte principale di energia.

I cereali sono: riso, miglio, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto, farro, orzo, kamut, grano/frumento (quindi pasta, cous-cous, bulgur, ecc.), avena, segale, sorgo.

Questi cereali possono essere cotti in chicco e poi passati col passaverdure o con robot da cucina, oppure utilizzati in forma di farina o di fiocchi soffiati.

Fino ai 18 mesi è preferibile utilizzare cereali di tipo raffinato o perlato, per non fornire un eccesso di fibre non facilmente gestibili dall’intestino del neonato.

 

Proteine

Per i neonati è necessario porre molta attenzione all'introito proteico, perché un eccesso di proteine (la condizione che si verifica con maggior frequenza) può affaticare notevolmente i reni, provoca una condizione di acidità metabolica ed è predisponente per numerose patologie.

Le proteine del latte vaccino e del glutine in particolare sono state relazionate ad un aumento dell'insorgenza di diabete, asma, celiachia e obesità.

 

Il latte vaccino non è consigliato per i neonati, così come i suoi derivati: formaggi freschi o stagionati (dalla ricotta al parmigiano), yogurt, burro, panna, ecc.

Le proteine del latte vaccino possono essere molto dannose per l'intestino del neonato, causano irritazione della mucosa intestinale, possono promuovere piccole emorragie e sensibilizzare il sistema immunitario (causando intolleranza).

Il latte vaccino o di capra e relativi derivati (formaggi, yogurt, ecc.), possono essere introdotti (se la famiglia è abituata a consumarli) solo dopo l'anno di età del bambino. Per i formaggi stagionati (tra cui troviamo il parmigiano) è preferibile l'utilizzo saltuario, anche perchè sono molto ricchi di sale.

 

La proteina del frumento (glutine) è un'altra proteina problematica per l'intestino dei neonati (e anche per gli molti adulti...). Sarebbe bene aspettare ad introdurla nell'alimentazione neonatale, attendendo almeno i 12 mesi. Si può poi introdurre gradualmente il glutine, ma sotto forma di cereali (che ne contengono in misura minore), come ad esempio farro, orzo, avena e poi successivamente la pasta, evitando poi di proporla tutti i giorni.

 

Le proteine da preferire fino all’anno di età sono quelle dei legumi: lenticchie decorticate e piselli spezzati, in alternativa anche i fagioli rossi azuki passati e il tofu di soia.

Solo successivamente si possono introdurre altri legumi: ceci, lenticchie, fagioli, fave, sempre meglio decorticati o spezzati, meglio in forma di passato (escludendo sempre la fibra esterna del legume).

Come quantità, dicevamo, non dev’essere eccessiva, quindi indicativamente si può pensare di avere un piatto completo con 1 parte di legume e 4 di cereali.

 

Tutti gli altri cibi proteici (carne, pesce, formaggi, uova) si possono poi introdurre dopo l’anno di età del bambino, se la famiglia è abituata a consumarli. 

Le indicazioni a questo punto sono quelle dell’adulto: 

  • carne rossa (bovino, maiale) - saltuariamente
  • carne bianca – 1-2 volte/settimana
  • pesce a filetto - 1-2 volte/settimana
  • uovo – 1-2 volta/settimana
  • formaggi – preferire quelli freschi - 1-2 volte/settimana
  • carne rossa (bovino, maiale) - saltuariamente
  • formaggi stagionati - saltuariamente

 

Grassi di condimento/frutta secca e semi oleaginosi

 

E' bene preferire condimenti di qualità, come olio extravergine d'oliva spremuto a freddo e biologico.

Sono molto validi come integratori di omega 3 l'olio di semi di lino e l'olio di canapa.

Si possono anche utilizzare in aggiunta alle pappe le creme di frutta secca/semi oleosi (sesamo, lino, mandorle, semi di girasole o zucca). Tutta la frutta secca o i semi possono essere tritati sul momento e aggiunti alle pappe come fonte di acidi grassi poliinsaturi e proteine.

 

Erbe aromatiche/spezie

Si possono introdurre gradualmente nella preparazione delle pappe e sono un’ottima fonte di minerali (origano, basilico, prezzemolo, timo, erba cipollina, alloro, salvia, ecc.)

Per quanto riguarda le spezie, è bene aspettare i 18 mesi del bambino, mai usare spezie piccanti, e si possono introdurre in piccole quantità, se la famiglia è abituata ad utilizzarle.

 

Latti vegetali

Possono essere utilizzati per la preparazione di creme/frullati/purè, ma non devono essere presi come un sostituto del latte materno o di quello in formula. Meglio scegliere quelli non zuccherati. In commercio si trovano di vari tipi: da riso, quinoa, miglio, mandorla, nocciola, soia, farro, avena, cocco, ecc.

 

 

COME INIZIARE

 

Si può iniziare a svezzare (o slattare) il neonato a partire dal sesto mese di vita, ma può variare a seconda del bambino. Bisognerebbe iniziare gradualmente, senza fretta, introducendo un alimento per volta e attendendo qualche giorno per vedere se ci sono delle reazioni avverse/allergiche.

 

PRIMO PASSO:

All'inizio si introducono solo brodi di verdure, iniziare con le seguenti:

  • carote, zucca, zucchina, finocchio, porro, cipolline, fagiolini.

A seguire tutte le altre verdure, se di stagione, vanno bene.

Devono essere preparate sotto forma di brodo, filtrato, senza fibre. E' bene alternarle e unirne poi 2 o 3 per preparare le pappe.

EVITARE INIZIALMENTE: pomodori, melanzane, peperoni, funghi e spinaci. Queste verdure possono essere introdotte dopo i 12-18 mesi di età del bambino.

 

 

SECONDO PASSO:

Se i brodi di verdure sono stati ben tollerati, si procede introducendo i cereali (senza glutine e raffinati):

  • riso, mais, miglio o farine (senza glutine) oppure tapioca
  • successivamente: grano saraceno, amaranto, teff, sorgo, quinoa
  • grano/frumento sotto forma di pane/pasta/prodotti da forno in genere – dopo l’anno di età

Tutti i cereali in chicco vanno cotti molto bene e poi successivamente passati. 

Mai utilizzare cereali integrali per i neonati e per i primi 18 mesi del bambino.

Le pappe ora saranno formate dai brodi vegetali e da un cereale.

 

TERZO PASSO:

Aggiungere il condimento di olio extravergine di oliva o olio di lino/canapa.

 

QUARTO PASSO:

Si possono utilizzare le verdure in forma di passato (non solo come brodo) e aggiungere un cereale passato.

 

QUINTO PASSO:

Alla pappa base di verdure e cereali si possono introdurre i legumi in forma di legumi decorticati oppure i semi o frutta secca:

  • lenticchie decorticate o piselli spezzati
  • fagioli azuki passati
  • crema di sesamo (tahin) o crema di mandorle
  • semi tritati freschi (lino, sesamo, zucca, girasole)

Introdurne sempre uno per volta, aggiungendolo alla pappa base, per poter valutare eventuali intolleranze da parte del bambino. Se ben tollerati, si può procedere con gli altri tipi di legumi/frutta secca/semi.

 

SESTO PASSO:

Introdurre la frutta fresca (solo come spuntino e mai dopo i pasti principali).

E' meglio che sia grattugiata o men matura e frullata o cotta, di stagione e biologica.

Si può iniziare con la pera, la mela, la prugna, il melone, il cocomero, le susine (se di stagione).

Fare attenzione alla frutta estiva e a quella possibilmente allergizzante (come fragole, pesche, albicocche, kiwi), soprattutto se il bambino ha già manifestato segni di intolleranze per verdure o pappe precedenti, piuttosto ritardarne l’introduzione dopo l'anno di età. 

Aspettare anche i 18 mesi per la frutta esotica (avocado, papaya, ecc.)

 

COSE DA EVITARE

  • utilizzare sale nei preparati (OPPURE dadi sia vegetali che di carne, granulari, insaporitori o spezie con sapore molto intenso dall’inizio dello svezzamento)
  • utilizzare zucchero/miele per addolcire frutta/bevande
  • utilizzare biscotti/torte/dolci in genere dall’inizio dello svezzamento e poi troppo frequentemente durante i primi anni di vita del bambino. Alterano il gusto del bambino che andrà a ricercare sempre cibi più zuccherati.
  • Utilizzare prodotti confezionati/conservati d’abitudine (es. passati/minestre già pronte, affettati/insaccati, pesce in scatola, cibi in scatola, cibi impanati, precotti o già conditi, anche surgelati). Anche questi cibi alterano il gusto del bambino, che tenderà poi a ricercare sempre cibi più conditi e saporiti.

Il gusto del dolce e del salato va educato, quindi è bene non esagerare nella quantità di questi ingredienti, affinchè il bambino possa apprezzare i gusti degli alimenti semplici (frutta fresca, verdure fresche, cereali e legumi non salati).

 

IMPORTANTE:

Non dobbiamo applicare il nostro metro di giudizio per preparare il pasto ad un neonato. Le loro papille gustative sono vergini, non hanno mai assaggiato piatti elaborati, quindi sono molto più sensibili ai gusti semplici. Mai salare o dolcificare un piatto o una bevanda solo perchè così lo si invoglia a mangiare o perché a noi adulti sembra che non abbia gusto. I nostri gusti sono dettati dal fatto che abbiamo già assaggiato molti cibi diversi e dipende dalla nostra abitudine (ognuno ha la propria concezione di gusto salato o dolce).

 

 

 

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